Vorrei far chiarezza tra Regime dei Minimi e Regime Forfettario insieme a voi. Ci sono infatti ancora molte persone che mi chiedono quali differenze ci siano tra le due nature fiscali. Iniziamo con il dire che il Regime dei Minimi non è più accessibile dal 2016 ed è possibile restare in questa forma fiscale di Partita Iva solo fino al raggiungimento dei 35 anni.

Possiamo dunque affermare che il regime forfettario sia la naturale evoluzione (o prosecuzione) del Regime dei Minimi. E’ dunque ovvio a questo punto che per chi volesse aprire Partita Iva in un regime agevolato meglio non c’è che il forfettario.

Regime Forfettario: tassazioni agevolate e semplicità di gestione

Il Regime Forfettario rispetto a quello dei minimi è sicuramente più facile da gestire dal punto di vista fiscale. Ma di cosa parliamo nello specifico? Di contabilizzazione delle fatture di acquisto e della conseguente riduzione dei costi sulle imposte. Facendo ulteriore chiarezza tra chi vige in regime forfettario e chi era in regime dei minimi, l’aspetto da tenere più a conto è quello del limite dei ricavi. Per i forfettari infatti è previsto un tetto lordo massimale di 65 mila euro annui. Si era pensato di abbassarlo e di riportarlo intorno ai 30 mila – che poi erano quelli previsti nel regime dei minimi – ma alla fine non si è fatto più nulla.

A tutti i ragazzi e le ragazze che passano in Studio da me per avere una consulenza sull’apertura di una Partita Iva consiglio sempre di entrare in regime forfettario. Ci sono infatti molti aspetti postivi:

  • Nessun limite sui Beni Strumentali
  • Possibilità di avere dei collaboratori rimanendo nei limiti del compenso lordo annuo di 20.000 €

Una differenza ulteriore tra i due regimi fiscale verte nella loro durata. Il regime dei minimi infatti, aveva una durata limitata di 5 anni, con la possibilità di proroga per coloro che non avessero ancora compiuto 35 anni. Il regime forfettario invece, non ha una durata limitata in quanto se si continuano a rispettare i suoi requisiti si può tranquillamente aderire.

Regime forfettario, cosa si può scaricare?

Nel regime forfettario, i costi legati all’attività vengono determinati forfettariamente, sulla base di una percentuale chiamata coefficiente di redditività, che cambia a seconda del codice ATECO di riferimento. I costi possono essere scaricati, indipendentemente dal fatto che siano stati o meno sostenuti e dalla loro effettiva entità.

Per quello che concerne invece le agevolazioni, possiamo dire che per chi aderisce al regime forfettario è previsto un abbattimento del 35% dei contributi da versare. Cosa questa che invece non era possibile mediante l’adesione al Regime dei Minimi. I contributi versati alle altre casse rimangono invariati. La nota positiva è che in entrambi i casi i contenuti pagati sono scaricabili.

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