Se sei in regime forfettario o sei in procinto di entrarci, ti conviene leggere qui. Non manca infatti molto all’obbligo di fattura elettronica anche per i forfettari e per chi vige nel regime dei minimi. Dal prossimo 1 luglio 2022 infatti tutti dovranno allinearsi alle nuove direttive.

Regime forfettario e dei minimi, come funziona la fatturazione elettronica

Della fattura elettronica per chi è in regime forfettario se ne parlava in via ufficiosa già da diverso tempo. Ora questo disegno di legge è diventato definitivo nello scorso DL del 30 aprile 2022. Saranno molti gli utenti che dovranno sottostare al nuovo obbligo, che implicherà ovviamente dei “paletti”.

Ma è davvero rivolto a tutti i titolari di partita IVA? No! In prima istanza vi rientra solamente chi, nel 2021, abbia fatturato almeno 25 mila euro (sapete che il limite massimo consentito per legge per i forfettari è di 65 mila euro annui). Per tutti gli altri l’obbligo entrerà in via definitiva a partire dal 1 gennaio 2024.

Lo SDI (che non è altro che il sistema di interscambio delle fatture regolato e registrato dall’Agenzia delle Entrate), diverrà obbligatorio anche per le società sportive dilettantistiche – le cosiddette SSD – al quale è possibile registrarsi mediante diversi portali messi a disposizione dalla stessa Agenzia delle Entrate. Da questo portale è possibile fare accesso per consultare le fatture effettuate e registrare in memoria anche i clienti a cui si è emessa fattura elettronica.

regime forfettario

Fattura elettronica per forfettario: un esempio pratico

Sono molti i clienti in regime forfettario del nostro Studio che ci pongono il quesito su come si struttura la fattura elettronica. Tanti non comprendono cosa si debba evidenziare nello specifico. Vi posso però portare a tal proposito un esempio pratico. Poniamo ad esempio che un libero professionista che sia già registrato in una specifica cassa previdenziale durante il 2021 e abbia accumulato ricavi per un valore di 20 mila euro, a quel punto si farà una semplice proiezione dei ricavi per tutto l’arco temporale dei 12 mesi. Se la soglia sarà superiore ai suddetti 25 mila euro di cui vi ho parlato ad inizio articolo, allora scatterà l’obbligo di fattura elettronica anche per questo soggetto a partire dal prossimo 1 luglio 2022.

Esempio pratico: apro la partita IVA nel maggio 2021 e ho ricavi per 20 mila, allora la mia proiezione sui 12 mesi sarà di 30 mila euro. In questo caso superando lo scaglione dei 25 mila euro, il professionista in regime forfettario dovrà per forza attuare le fatture elettroniche. Queste dovranno essere composte da diversi campi obbligatori: nome e cognome, i dati del cliente (lo SDI è fondamentale), specifiche varie che come l’esclusione delle ritenute d’acconto, ecc. Inoltre bisogna specificare anche l’inserimento o meno del pagamento del famoso bollo dei 2 euro se la fattura supera l’importo di 77,47 euro. 

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