Rimaniamo in tema di fondi e finanziamenti con il nuovo contributo a sostegno del settore della ristorazione. Questo tipo di finanziamenti era già stato approvato nel 2020 e nel 2021 come ben sapete a causa della pandemia. In questi giorni l’Agenzia delle Entrate ha rinnovato in via ufficiale questa agevolazione fiscale.

Fondo perduto ristorazione 2022: nuovo finanziamento da 100 milioni

Sul nuovo fondo perduto nel settore della ristorazione 2022 ci tengo a sottolineare che non ci sono delle date di scadenza fissate. L’erogazione di tale finanziamento sarà disponibile (fa sapere la Camera di Commercio di Roma) fino alla fine dell’esaurimento dei fondi – che pare essere di 100 milioni di euro – per il settore della ristorazione. Ma ora vediamo di capire chi può trarne beneficio.

Il finanziamento è diretto a tutte quelle aziende che operano all’interno della ristorazione. Nello specifico trattasi di coloro i quali hanno subito un abbassamento della riduzione del fatturato a non meno del 15% rispetto al fatturato del 2019. Vale dunque queste vecchia “regola” che l’Agenzia delle Entrate ha sempre individuato e di cui vi ho descritto più volte anche lo scorso anno.

Finanziamento 2022 per aziende che lavorano nella ristorazione: i codici ATECO

Per imprese operanti nei servizi della ristorazione collettiva, ai fini del presente decreto, si parla di imprese che svolgono servizi di ristorazione definiti da un contratto con un committente, indipendentemente che si tratti del settore pubblico o privato. Il CODICE ATECO 2007 in questione si rivolge a:

  •  56.29.10 “Mense”;
  • 56.29.20 “Catering continuativo su base contrattuale”;

Quali sono i criteri ai fini dell’ammissibilità?

Ai fini dell’ammissibilità al contributo, le imprese devono, inoltre, presentare un ammontare dei ricavi nell’anno 2019 generato per almeno il 50 per cento dai corrispettivi derivanti dai predetti i contratti di ristorazione collettiva. Ci sono dei “paletti” da rispettare per poter fare accesso al sostegno ristorazione del 2022. Eccoli:

  1. risultare regolarmente costituite, iscritte e “attive” nel Registro delle imprese;
  2. avere sede legale o operativa ubicata sul territorio nazionale;
  3. presentare un ammontare dei ricavi nell’anno 2019 generato per almeno il 50 (cinquanta) per cento dai corrispettivi per i contratti di cui al comma 2;
  4. non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  5. non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, come da definizione stabilita dall’articolo 2, punto 18, del regolamento di esenzione. La predetta condizione non si applica alle microimprese e piccole imprese, purché risulti rispettato quanto previsto dalla lettera;
  6. le imprese interessate non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.

 

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